Divino Epicuro
Visitate a distanza di alcuni anni, le sorgenti dell'Acheronte e le gole di Vikos confermano la loro eccezionalità, ora assecondata da un'efficente organizzazione turistica. Ben più che un semplice diversivo al turismo balneare.
La Grecia, oggi, è sempre più esposta a forme di degrado indotte dal turismo di massa. Moltissimi tra i turisti che abbiamo incontrato lo scorso anno erano lì per la prima volta, e tutti con lo stesso programma: Atene e Peloponneso. Lasciando il paese abbiamo potuto registrare tra loro numerose delusioni, tutte per gli stessi motivi: traffico caotico lungo le arterie principali e attorno alle città, degrado della costa, invasione turistica, mancanza di spazi nelle zone più famose, e cioè in quasi tutto il comprensorio, che peraltro è quello più ricco di vestigia e che quasi tutti abbiamo visitato per primo.
Situazione diametralmente opposta in Epiro, e proprio nella regione più vicina all'Italia, Gioca a favore di quest'area l'assenza di vere città (l'unica è Ioannina che si trova 100 chilometri all'interno) e quindi il basso livello di antropizzazione, oItre che la minor densità di reperti archeologici. Il richiamo principale è invece costituito dalla natura, che annovera fenomeni e luoghi spettacolosi di livello mondiale. Oggi esiste una vera organizzazione turistica, e i visitatori greci sono moltissimi. Non così, gli stranieri, meno che mai gli italiani. (...)
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Articolo tratto dalla rivista PleinAir n.347 giugno 2001