Limpido Come nuovo
Recuperato da un grave stato d'inquinamento il lago d'Orta ha ripreso la sua incantevole fisionomia d'un tempo. Una meta ideale per un tranquillo week end in camper e gommone.
La signorilità patrizia del lago d'Orta, incluso nel comprensorio del lago Maggiore e di Mergozzo, si capisce dalle splendide ville, dai giardini ben tenuti, dai piccoli e ordinati paesini che animano le rive, e da un'isola che da sola è un gioiello. Non e casuale che 1'architettura moderna prevalente si collochi tra Ottocento e Novecento, prima cioè che un malinteso sviluppo industriale innescasse un pericoloso degrado dello specchio d'acqua.
Iniziò nel 1926 la Bemberg aprendo a Gozzano uno stabilimento per la produzione del rayon. Per ottenere questa fibra sintetica infatti si utilizzano reazioni chimico-fisiche che producono notevoli scorie di rame e di solfato d'ammonio, A tali sostanze inquinanti, nonostante si sia provveduto ad installare opportuni depuratori, si sono aggiunti gli scarichi di alcune aziende di lavorazione galvanica insediate sulle rive (rame, zinco, nichelio e cromo), al punto da impedire all'acqua ogni capacità di autodepurazione, con conseguente distruzione di flora e fauna, Alla metà degli anni Ottanta il lago mostrava ormai evidenti segni di asfissia, cosicché 1'Itituto Italiano di Idrobiologia di Pallanza (CNR) si adoperò per un totale e rapido recupero, basato sulla neutralizzazione delle acque mediante immissione di carbonato di calcio (circa undicimila tonnellate), L'operazione molto complessa si risolse tra l'89 e il '90, interessando anche i corsi d'acqua emissari, Da allora le amministrazioni locali sono impegnate a conservare e valorizzare il bene ritrovato, (...)
Articolo tratto dalla rivista PleinAir n.347 giugno 2001
Torna all'indice Intinerari